Sigle e note

UNIRR – Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia

Ftr. – Fanteria

C.d’A. – Corpo d’Armata

Div. – Divisione

Rgt. – Reggimento

Btg. – Battaglione

CSIR – Corpo di Spedizione Italiano in Russia.
Inviato in Russia nel 1941 e così costituito:
– due divisioni di fanteria, TORINO e PASUBIO, che vennero denomiate “Autotrasportabili” perché i reparti avrebbero potuto sportarsi con automezzi se ci fossero stati gli autocarri per il loro trasporto. Ma non ce n’erano.
– una divisione mista, detta CELERE, composta dal 3o Reggimento Bersaglieri, da due reggimenti di cavalleria e da un gruppo di 60 carri armati leggeri L/6

ARMIR – 8a Armata Italiana in Russia.
Inviata in Russia nel 1942 e costituita da:
– XXXV Corpo d’Armata, composto dal vecchio CSIR con in più il 6o Reggimento Bersaglieri,  e in meno i due reggimenti di Cavalleria passati alle dipendenze del Comando d’Armata. I carri armati nel frattempo erano rimasti 31.
– II Corpo d’Armata, composto da tre divisioni di Fanteria da montagna, COSSERIA, RAVENNA e SFORZESCA. Si chiamava “Fanteria da montagna”  perché l’artiglieria divisionale era tutta portata a dorso di mulo e non aveva pertanto cannoni di grosso calibro.
– Corpo d’Armata Alpino, composto da tre divisioni di truppe alpine, TRIDENTINA, JULIA  e CUNEENSE.
– Divisione Vicenza, composta da due reggimenti di fanteria, senza artiglieria, con compiti, inizialmente, di servizio nelle retrovie; finì in linea col C.d’A. Alpino e ne seguì la loro sorte. Gli alpini, bonariamente, la soprannominarono “Division Brambilla”.

 


Certi dati che mi sono serviti a mettere ordine nella mia memoria e che, come soldato semplice, non avrei potuto conoscere, li ho trovati in un libro edito dal Ministero della Difesa, Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, dal titolo LE OPERAZIONI DELLE UNITA’ ITALIANE AL FRONTE RUSSO (1941-1943), Edizione 1977

Quando mi ci riferisco lo indico come Relazione Ufficiale.

Ma è un libro che non mi è piaciuto: non è che taccia sugli avvenimenti, ma ho avuto l’impressione che tenda a giustificare errori, incapacità e debolezze; è soprattutto un libro dove la tragedia di un’armata, la vita e la morte di tanti uomini sono solo fatti, numeri, dati e circolari riportate in bell’ordine per poter, in fondo e una volta per tutte, scrivere la parola FINE.